Una successione tocca patrimonio, rapporti familiari e scadenze fiscali nello stesso momento. Lo Studio Legale Properzi assiste gli eredi a Roma nella pianificazione, nella dichiarazione di successione, nella divisione dei beni e nelle controversie ereditarie, avvalendosi per gli atti notarili della collaborazione con il Notaio Maddalena Cuomo, partner esterno dello Studio.
L'obiettivo è prevenire il contenzioso tra familiari: quando possibile si cerca una divisione concordata; quando non lo è, lo Studio tutela i diritti dell'assistito davanti al Tribunale.
Di cosa si occupa lo Studio
- Pianificazione e dichiarazione successoria e tutela del patrimonio
- Redazione e impugnazione testamenti
- Accettazione con beneficio d'inventario o rinuncia all'eredità
Domande frequenti
Entro quando va presentata la dichiarazione di successione?
La dichiarazione di successione va presentata all'Agenzia delle Entrate entro dodici mesi dalla data di apertura della successione, che coincide di regola con la data del decesso. È obbligatoria anche quando non sono dovute imposte, perché serve a trasferire agli eredi la titolarità dei beni, in particolare degli immobili, attraverso le volture catastali. Ne sono esonerati il coniuge e i parenti in linea retta quando l'eredità ha un valore non superiore a centomila euro e non comprende immobili o diritti reali immobiliari. La presentazione della dichiarazione non equivale ad accettare l'eredità: sono due atti distinti, con conseguenze diverse. Prima di presentarla conviene verificare la situazione patrimoniale del defunto, compresi eventuali debiti, mutui e cartelle esattoriali, perché chi accetta risponde dei debiti ereditari anche con il proprio patrimonio personale, salvo che abbia accettato con beneficio d'inventario.
Meglio accettare con beneficio d’inventario o rinunciare all’eredità?
Dipende dal rapporto tra attivo e passivo dell'eredità. Con l'accettazione con beneficio d'inventario l'erede risponde dei debiti del defunto solo nei limiti del valore dei beni ricevuti, tenendo separato il proprio patrimonio personale. Si fa con una dichiarazione resa davanti a un notaio o al cancelliere del Tribunale, seguita dalla redazione dell'inventario, ed è obbligatoria quando l'erede è un minore o un interdetto. La rinuncia all'eredità, anch'essa resa davanti a notaio o cancelliere, fa perdere sia i beni sia i debiti, e la quota passa agli altri chiamati, spesso ai figli di chi rinuncia. Attenzione: chi è nel possesso dei beni ereditari deve fare l'inventario entro tre mesi dall'apertura della successione, altrimenti è considerato erede puro e semplice. In generale, il diritto di accettare l'eredità si prescrive in dieci anni, ma la scelta va ponderata: l'accettazione, una volta compiuta, non è più revocabile.
Come si impugna un testamento?
Un testamento può essere contestato per motivi diversi, con azioni e termini diversi. Il testamento olografo che non è interamente scritto a mano o non è sottoscritto dal testatore è nullo; se si sospetta che non sia autentico, se ne contesta la provenienza, di solito con una perizia grafologica. Se il testatore non era in grado di intendere e di volere quando lo ha redatto, o è stato indotto con errore, violenza o dolo, il testamento è annullabile entro cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni. Diverso è il caso dei legittimari, cioè coniuge, figli e, in assenza di figli, genitori: se il testamento lede la quota che la legge riserva loro, possono agire con l'azione di riduzione, che si prescrive in dieci anni. Prima della causa è obbligatorio tentare la mediazione, prevista per tutte le controversie in materia di successioni ereditarie.
Le risposte hanno valore informativo generale e non sostituiscono una consulenza sul caso concreto.