Lo Studio Legale Properzi assiste lavoratori e datori di lavoro di Roma nelle controversie di lavoro: licenziamenti, sanzioni disciplinari, differenze retributive, TFR, infortuni e mobbing, oltre alla contrattualistica e ai rapporti di agenzia.

    Nel diritto del lavoro i termini sono brevi e spesso decisivi. Per questo è importante rivolgersi a un legale subito dopo aver ricevuto una lettera di licenziamento o una contestazione disciplinare, portando con sé contratto, buste paga e comunicazioni ricevute.

    Di cosa si occupa lo Studio

    • Impugnazione licenziamenti e sanzioni disciplinari
    • Recupero differenze retributive e TFR
    • Mobbing e infortuni sul lavoro
    • Contrattualistica e rapporti d'agenzia

    Domande frequenti

    Entro quanto si impugna un licenziamento?

    Il licenziamento va impugnato entro sessanta giorni dalla ricezione della comunicazione scritta, con qualsiasi atto scritto, anche stragiudiziale, che renda nota la volontà del lavoratore di contestarlo, come prevede l'art. 6 della legge 604 del 1966. Una lettera raccomandata o una PEC, preferibilmente redatta da un avvocato, è sufficiente. Attenzione al secondo termine: entro i successivi centottanta giorni bisogna depositare il ricorso in Tribunale, oppure comunicare al datore di lavoro la richiesta di conciliazione o arbitrato; altrimenti l'impugnazione perde efficacia. Le tutele applicabili dipendono dalla data di assunzione, dalle dimensioni dell'azienda e dal motivo del licenziamento: per gli assunti dal 7 marzo 2015 si applica il decreto legislativo 23 del 2015 sulle tutele crescenti, per gli altri l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori o la legge 604. Valutare subito questi elementi permette di scegliere la strategia più efficace.

    Entro quanto si possono chiedere differenze retributive e TFR?

    I crediti retributivi, come differenze di stipendio, straordinari non pagati, ferie e tredicesima, si prescrivono in cinque anni. Secondo la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26246 del 2022, nei rapporti di lavoro privati che dopo le riforme del 2012 e del 2015 non garantiscono più una piena stabilità del posto, la prescrizione non decorre durante il rapporto ma solo dalla sua cessazione: il lavoratore può quindi rivendicare crediti maturati anche molti anni prima. Anche il trattamento di fine rapporto si prescrive in cinque anni, a partire dalla fine del rapporto. Se il datore di lavoro è insolvente o sottoposto a procedura concorsuale, il TFR e le ultime tre mensilità possono essere richiesti al Fondo di garanzia dell'INPS. Per quantificare le somme dovute occorre confrontare buste paga, contratto collettivo applicabile e orari effettivamente svolti, possibilmente con l'aiuto di un consulente del lavoro.

    Cosa si intende per mobbing e come si dimostra?

    La legge italiana non definisce il mobbing con una norma specifica: la giurisprudenza lo ricostruisce come una serie di condotte vessatorie, sistematiche e protratte nel tempo, poste in essere dal datore di lavoro, da superiori o da colleghi, con un intento persecutorio verso il lavoratore. Per ottenere il risarcimento il lavoratore deve dimostrare i singoli comportamenti, la loro durata, il danno alla salute o alla professionalità e il collegamento tra i fatti e il danno. Il fondamento è l'art. 2087 del codice civile, che obbliga il datore di lavoro a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei dipendenti. Anche quando manca l'intento persecutorio, la Cassazione riconosce la responsabilità del datore per un ambiente di lavoro stressogeno. Sono utili email, ordini di servizio, testimonianze di colleghi e certificazioni mediche: conviene raccoglierle e conservarle con le date, fin dai primi episodi.

    Le risposte hanno valore informativo generale e non sostituiscono una consulenza sul caso concreto.